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Statalizzare la struttura Losonese dell'AGIE PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Lunedì 14 Settembre 2009 10:47

Mattia Tagliaferri, consigliere comunale Losonese del Partito Comunista, ha inviato al proprio comune un interpellanza in merito ai licenziamenti dell'AGIE di Losone chiedendo di intavolare un discorso che porti alla statalizzazione della stessa. Pubblichiamo di seguito per intero l'interpellenza di Tagliaferri.

INTERPELLANZA

Nel mese di gennaio AGIE-Charmilles ha licenziato 44 dipendenti, nonostante pochi mesi prima avesse assicurato alle organizzazioni sindacali che ci sarebbe sì stato un piano di riorganizzazione che voleva ottimizzare la produzione, ma che questo non avrebbe in nessun modo portato a dei licenziamenti.

All’inizio del mese di settembre è arrivata una nuova ondata di soppressioni di posti di lavoro: questa volta addirittura coinvolgente 74 persone. Anche in questa seconda occasione, AGIE-Charmilles non si è premurata nemmeno di intavolare una trattativa con le organizzazioni sindacali per mettere in piedi almeno un piano sociale chiaro. Questo atteggiamento di menefreghismo nei confronti del futuro di persone che fino a ieri servivano e riverivano i propri carnefici, è quanto di più disumano possa esserci.

Il dato politico e sociale che emerge da questi due tragici avvenimenti, è che gli effetti della crisi economica sono pagati unicamente dai lavoratori e non da chi ha effettivamente commesso gravi errori; nonostante questo le autorità cantonali preferiscono non intervenire, se non proponendo gli ennesimi sgravi fiscali. Se il drastico calo dell’utile che ha investito AGIE-Charmilles negli ultimissimi anni (si è infatti passati da 76 milioni di franchi nel 2007 a 26 milioni di franchi nel 2008) può essere riconducibile al calo delle vendite causate dall’esplosione dei problemi strutturali dell’economia mondiale, non si può certo negare che AGIE-Charmilles avviò una politica aziendale volta al fallimento già nei primi anni ’90, quando venivano presentati piani produttivi che sforavano le capacità produttive dell’impresa stessa. Coloro che ai tempi capirono l’inesistente lungimiranza di tale politica e cercarono di opporvisi, vennero posti nelle condizioni di dimettersi.

Considerando che AGIE-Charmilles ha una grandissima importanza per il tessuto economico losonese (ricordo che è un importantissimo contribuente del nostro Comune e uno dei principali attori economici mondiali nel suo settore), ma anche per tutto il Cantone, ritengo che si debba intervenire con forza nel processo di decadimento che ha colpito l’azienda, il quale la porterà, se le cose non cambieranno radicalmente, ad un’inevitabile chiusura.

La proposta di drastico intervento statale è stata proposta in passato anche dal Consigliere Nazionale del Canton Vaud Josef Zysiadis nella vertenza che riguardava Swissmetal e i lavoratori della Boillat a Reconvilier (2006) e dal Gran Consigliere Brenno Martignoni nella questione del sito industriale delle Officine FFS Cargo di Bellinzona (2008). Essa può dunque essere presa in seria considerazione anche per AGIE-Charmilles.

Vista la situazione chiedo al Municipio:

1) sono già stati considerati gli effetti di un’eventuale chiusura dello stabile industriale? Se sì, come si possono quantificare? Se no, cosa si sta aspettando?
2) cosa pensa della possibilità di intavolare una trattativa con il gruppo Georg Fischer e con le autorità cantonali e federali nell'ottica di rilevare il sito industriale losonese con la partecipazione del Cantone e della Confederazione rendendolo un'azienda pubblica?

Cordiali saluti, Mattia Tagliaferri

 


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