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No alla meritocrazia nell'amministrazione pubblica: forse referendum! PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Lunedì 07 Settembre 2009 06:26

Gli attacchi ai salariati non finiscono e ora è il turno dei dipendenti dell'amministrazione cantonale. Il Partito Comunista vi si oppone e sostiene le rivendicazioni dei sindacati. La Segreteria del Partito Comunista valuterà inoltre con il Comitato cantonale del Partito l'ipotesi di lanciare un referendum.

Va bene dire che far carriera alle dipendenze dello Stato non deve essere un diritto acquisito e si può anche concordare sull'ipotesi di una riforma per evitare forme di burocratismo, a patto che i lavoratori e i loro sindacati ne siano gli artefici. La soluzione proposta invece dal governo non va in questa direzione, non risolve i problemi, semmai li acutizza: l'esecutivo è riuscito a battere a destra persino l'ex-ministro Marina Masoni, paladina del neo-liberismo in Ticino!

Il nuovo sistema meritocratico presentato ieri è infatti alquanto soggettivo, mette il lavoratore in tutto e per tutto alla mercé del proprio capo e crea le basi per maggiori favoritismi che andranno a genio solo ai dipendenti che possono godere di amicizie negli alti ranghi (perché si sa come anche l'amministrazione pubblica sia "lottizzata") e colpiranno con buona probabilità i salariati più inclini a far valere le proprie ragioni e che non stanno zitti, ossia i sindacalizzati.

 


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