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Lamentele degli artigiani sulla nuova LIA

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Scritto da Massimiliano Ay   
Martedì 13 Settembre 2016 18:56

INTERROGAZIONE

Lamentele degli artigiani sulla nuova LIA

La legge sulle imprese artigianali (LIA) adottata il 24 marzo 2015 dal Gran Consiglio si prefigge l’obiettivo, attraverso un albo di categoria e maggiori controlli, di tutelare gli artigiani che operano su territorio ticinese dagli abusi nell’esercizio della concorrenza di professionisti indipendenti esteri, ecc. Tuttavia risulta che la nuova LIA stia suscitando i più ampi malumori proprio da chi vorrebbe tutelare.

Chiedo quindi al lodevole Consiglio di Stato:

1) E’ vero che le modifiche apportate alla medesima sono sempre avvenute su pressioni estere, mentre le rivendicazioni degli artigiani locali sono sempre state respinte? Se sì quali erano tali richieste e per quale motivo non erano accettabili?

2) La tassa di iscrizione (art. 19 LIA) ammontava inizialmente a Fr. 2000.-. In agosto si è scesi a Fr 600.- (modifica dell’art. 11 del RLIA). Il tutto in pochissimo tempo dall’applicazione. Il rischio è quello di dare l’impressione alla popolazione che il governo non conosca la realtà in cui vivono gli artigiani in Ticino e che in questo ambito abbia “improvvisato”. Come si giustificano questi cambiamenti in così poco tempo?

3) Dal momento in cui la modifica di cui al punto 2 crescerà in giudicato come avverrà (e con quali tempistiche) il rimborso a quegli artigiani che già hanno versato l’importo precedentemente fatturato?

4) Con gli attuali Fr. 600.- di iscrizione si riesce comunque a coprire i costi dell’ufficio preposto?

5) Di fronte alle lamentele degli artigiani come si intende reagire?

Distinti saluti

Massimiliano Ay, deputato del Partito Comunista

 

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