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Giornata Internazionale delle Donne in onore a Berta Caceres PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 08 Marzo 2016 14:39

Nell’ambito della Giornata Internazionale della Donna di oggi 8 marzo, il Partito Comunista ricorda che in Svizzera il principio “minimo” dell’uguaglianza salariale a parità di lavoro fa parte del dettato costituzionale da oltre trent’anni anni e da quasi vent’anni è in vigore la legge sulla parità. E tuttavia le lavoratrice percepiscono mensilmente ancora oggi oltre 650 franchi in meno rispetto ai colleghi uomini. Ma lo sfruttamento di genere oltre che di classe non si risolve certo attraverso quote rosa istituzionali, bensì favorendo l’organizzazione diretta delle salariate e delle studentesse per costruire una società più equa, coscienti del fatto che la lotta delle donne ha rappresentato spesso il settore maggiormente avanzato delle lotte sociali.

Anche in quest’ottica il Partito Comunista sostiene la campagna lanciata della Federazione Sindacale Mondiale a favore della protezione della maternità, che vanno dai congedi pagati (non ovunque è così) e il divieto di licenziamento per le neomamme come valori universali ancora del tutto disattesi in molti paesi e in parte tuttora limitati persino nei paesi europei.

Nel contempo, in questa giornata particolare, non possiamo tacere di fronte alla notizia dell’assassinio in Honduras dell’attivista ecologista e femminista Berta Caceres, fondatrice del Comitato per la difesa dei diritti umani dell’Honduras (Codeh): da quando in Honduras il governo legittimo di Manuel Zelaya è stato rovesciato dal golpe di destra che non ha indignato nemmeno la Svizzera, anche i diritti delle donne hanno subito passi indietro consistenti, ma di questo omicidio non parla nessuno, a dimostrazione che certe morti sono di serie B. Da notare, peraltro, che sotto la presidenza del deposto presidente Zelaya, l’Honduras bolivariano aveva depenalizzato la contraccezione e dato cittadinanza a movimenti fino ad allora costretti a vivere nel terrore disseminato dai paramilitari collegati alle destre: come quello indigenista, quello ecologista o quello LGBT, anch'esso brutalmente decapitato di uno dei suoi leader. Ma quali erano, ironia della sorte, gli sponsor internazionali del colpo di stato in questione? In testa a tutti, gli Stati Uniti, nella persona di chi oggi strumentalizza i diritti - quelli delle donne in primis - per alimentare la propria carriera: Hillary Clinton, allora Segretaria di Stato, che definì il rovesciamento del governo progressista in favore della vecchia destra machista un'esempio di «approccio pragmatico» alla politica estera. Ricordare quindi in questa giornata Berta Caceres dovrebbe anche indurci a tenerne presente la nemesi, nonché longa manus del suo assassinio: Hillary Clinton, espressione di un "femminismo" aziendale, neoliberale, discriminatorio e guerrafondaio. Che riproduce in chiave riverniciata tutti gli schematismi patriarcali contro cui si sollevarono le fautrici dell'emancipazione femminile, dando vita - tra l'altro - alla giornata che proprio oggi celebriamo. Ne va della continuità di un grande cammino: e della dignità di donne come Berta Caceres.

 


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