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L’Unione Europea è contro i diritti delle donne! PDF Stampa E-mail
Scritto da Inês Zuber   
Domenica 20 Luglio 2014 22:06

Contributo della compagna Inês Zuber, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese (PCP) e deputata al Parlamento Europeo. Originale portoghese: União Europeia contra os direitos das mulheres (8 luglio 2014).

Questa legislatura del Parlamento Europeo (PE) comincia con un pessimo segnale per le donne e per la difesa dei loro diritti. Nella prossima settimana, in sessione plenaria a Strasburgo, la Commissione Europea farà una dichiarazione sul ritiro dal processo legislativo del progetto di direttiva per il congedo maternità, approvato nel 2010 dal PE ed al quale il Consiglio Europeo non ha mai dato seguito. La risoluzione del PE prevedeva tra l'altro la garanzia di 20 settimane di congedo maternità e di 2 settimane per la parternità, integralmente pagate, e la protezione delle madri con minore esperienza professionale nel ritorno al lavoro.

E' significativo come il Consiglio Europeo sia sempre in armonia quando si tratta di riduzioni nei salari e nei diritti dei lavoratori, mentre non riesca mai trovare un consenso per rafforzare i diritti delle famiglie e delle madri che lavorano. Diventa ogni volta più evidente che le istituzioni dell’Unione Europea, a pretesto della crisi, stanno mettendo in marcia un’agenda politica di stampo conservatrice e retrograda con lo scopo di spingere all’indietro le conquiste di civiltà nell'ambito dell’uguaglianza tra uomo e donna, così come è stato dimostrato per il rifiuto del rapporto Zuber sull'uguaglianza tra donne ed uomini nell’UE nel 2013, da parte dello stesso Parlamento Europeo.

Questa decisione della Commissione Europea è ancora più scandalosa, perché accade in un periodo nel quale i problemi dell’invecchiamento demografico in vari paesi dell' UE destano preoccupazione ed esiste una chiara necessità di promuovere la natalità, indispensabile per lo sviluppo delle nostre società. E ciò è tanto più scioccante, in quanto sono sempre più conosciuti i casi di discriminazione sul posto di lavoro nei confronti delle lavoratrici che sono incinta o madri.

Con questa decisione sarà quindi colpita la vita di milioni di madri lavoratrici che continueranno ad essere discriminate per il fatto di aver avuto figli e renderà impossibile la concretizzazioni sei sogni di molte giovani famiglie. Una decisione che si oppone alla retorica ufficiale dell’Unione Europea sulla difesa della partità di diritti tra uomini e donne, del diritto alla conciliazione tra la vita professionale e familiare e della lotta alle disuguaglianze salariali (16,4% nella UE; 15,7% nel Portogalllo).

I deputati del Partito Comunista Portoghese (PCP) denunciano questo nuovo attacco da parte delle istituzioni dell'UE ai diritti delle donne e delle famiglie, nella convinzione che, attraverso della lotta organizzata, donne e lavoratori rifiuteranno questa decisione della Commissione Europea.

 

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