logo

Intervento: "...Il nuovo proletariato" PDF Stampa E-mail
Scritto da Ugo Brusaporco   
Martedì 12 Novembre 2013 20:07

Ci sono idee che da sempre percorrono il mondo degli uomini, la principale si riconduce alle pratiche del tentativo di vivere e non sopravvivere, il come diventa l'ideologia ovvero i mezzi e i metodi per  raggiungere lo scopo: vivere e non sopravvivere. Chiusi negli alveari delle periferie nelle solitudini dei centri che cancellano il loro essere urbani in nome del commercio e della finanza, gli esseri umani hanno rinunciato al vivere per accontentarsi del sopravvivere comunque a qualsiasi costo, rinunciando all'ideologia del vivere impauriti dalla minaccia di un potere devastante nel suo essere presente e impregnante,  Ragazze madri, donne che si ritrovano sole e madri, giovani che faticano a mantenere i figli, moltitudini che ci rinunciano impauriti dall'impossibilità di mantenerli, uomini e donne che rinunciano a scendere in strada perché stanchi della pienezza del loro sopravvivere, operai senza lavoro, privati della loro identità, e l'elenco è lungo di quelli che sono oggi, il nuovo proletariato. Un proletariato a cui hanno tolto la prole.  Un proletariato che vive senza accorgersene il passaggio epocale da essere uomo, operaio, impiegato, servo, schiavo, a quello ben determinato di "cliente". Cliente non solo per i negozi, per il consumismo cui si è piegato, ma per lo Stato stesso che vede nei suoi cittadini i "clienti" che votano, che pagano tasse e balzelli, che non protestano per i tagli a sanità pubblica e istruzione in cambio di poter sopravvivere in un mondo immaginario dove una slot machine o un biglietto della lotteria, o il figlio campione di calcio, o la figlia capace di vendersi ai potenti, possano dorare il destino. C'è nella perdita dell'ideologia una perdita totale dell'umanità. Il nuovo Papa, Francesco ha già detto la sua che il cristianesimo non può sopportare le ideologie. I divorziati possono fare la comunione, serviva a togliere dall'imbarazzo Berlusconi e i tanti politici nel mondo, i preti sono perdonati dall'essere froci e pedofili,  i finanzieri e i banchieri che affamano sono fratelli che sbagliano, ma essere comunisti è vietato, perché i comunisti credono in una ideologia, o forse perché mangiano ancora  bambini? No la posizione del Papa è più semplice: di fronte a paesi che sono travolti dalla povertà e dalla precarietà determinate dai giochi dell'economia nazionale e internazionale e  di fronte al formarsi dell'esercito del nuovo proletariato non aveva altro da fare che sposare il vero potere che per la chiesa non è quello di un Dio comunitario e comunista nell'amare indistintamente tutti gli uomini ma quello di un Dio inventato dal potere per mantenersi nella menzogna e nel sopruso. É il nuovo proletariato che fa paura, un proletariato non più controllabile nelle fabbriche, non nelle fetide case costruite vicino alle industrie per risparmiare nei mezzi pubblici e nelle pensioni, visto l'inquinamento, ma un proletariato che non ha tempo neppure per  piegare la schiena a un padrone o a un qualsiasi Dio. Sono i volti di questo nuovo proletariato, senza nazione ma non ancora internazionale, quelli destinati a cambiare il mondo incancrenito in cui noi comunisti non vogliamo più vivere oggi. Ci aspetta dunque un grande compito: cogliere questa occasione di cambiare il mondo con un'ideologia capace di illuminare ancora una volta il futuro, spuria della troppa polvere ammucchiata in questi anni, pronta a essere linfa del nuovo grande proletariato: madri sole, giovani e uomini con il contratto a termine, e con il futuro buio, ragazzi che cercano domani, immigrati che avete già camminato troppo, anziani e operai e impiegati stanchi solo clienti, innamorati che ancora sognano.  Per tutti c'è la luce di un'ideologia che canta libertà, uguaglianza, fraternità, dignità e futuro, l'unica ideologia che lo può fare: il comunismo. In cammino, in cammino, IN CAMMINO!

 

Created by P-Live. Ticino Top - classifica blog e siti ticinesi