logo

Intervento: "...situazione geopolitica internazionale" PDF Stampa E-mail
Scritto da Simone Romeo   
Martedì 12 Novembre 2013 19:48

Care compagne, cari compagni,

in questo mio intervento, dopo la precedente relazione di scarico del 21° comitato cantonale del Partito Comunista, intendo toccare alcune tematiche che spaziano dal locale, al nazionale e all’internazionale, sulle quali credo sia importante chinarsi per analizzare e discutere l’operato del Partito negli ultimi due anni.

Da oltre una decina di anni a questa parte stiamo assistendo al tentativo dell’Occidente imperialista di sottomettere al proprio giogo l’intera area mediorientale, in modo tale da controllare una regione importantissima sia per quanto concerne le abbondanti risorse naturali, che per la posizione geostrategica che permetterebbe di creare diversi problemi a Cina e Russia per quanto riguarda le possibilità di commercio.

Partendo dall’attacco all’Afghanistan del 2001, passando dalla guerra in Iraq del 2003, dal colpo di Stato in Libia del 2011, arrivando infine al tentativo di distruzione della Siria in atto da due anni, il disegno è molto chiaro. Petrolio, materie prime, annientamento di chi aveva osato rompere circoli monetari vantaggiosi per gli Stati Uniti, conquista di un polo mondiale tramite l’insediamento di multinazionali e governi fantoccio dalla chiara impostazione liberista e filo-occidentale. Sono stati questi i veri motivi all’origine dei conflitti nella zona mediorientale, e non presunti arsenali di armi chimiche o di distruzione di massa, oppure una reale convinzione nella battaglia per la libertà, la laicità e i diritti umani come sbandierato da molte forze imperialiste prima dei vari interventi militari.

Se si hanno realmente a cuore questo tipo di discorsi, come i militanti del Partito Comunista, allora l’indipendenza e lo sviluppo autonomo e sovrano in senso socialista di Paesi come la Siria e la Libia va sostenuto. Non si tratta però di un sostegno incondizionato, perché questi due Stati presentano comunque svariati limiti e problematiche che come comunisti sappiamo riconoscere e analizzare, sostenendo in tal senso degli sviluppi che facciano realmente il bene dei rispettivi popoli. È una questione di contraddizioni compagni: da un lato si riconosce che Paesi come Siria, Libia e Iran, ognuno in modo diverso dall’altro, presentando dei limiti e dei difetti – in alcuni casi anche strutturali – ma questa è una contraddizione secondaria rispetto a quella primaria riguardante l’aggressione imperialista di USA, Israele e UE, che mirano unicamente a espandere la propria egemonia economico-culturale in queste nazioni. La Siria in tutto ciò rappresenta un caso emblematico: un governo democraticamente eletto dal popolo viene costretto con la forza, tramite terroristi e mercenari appartenenti allo stesso fondamentalismo islamico combattuto dalle potenze occidentali che si sono insinuati alle manifestazioni che rivendicavano maggiori diritti sociali, a rispondere al fuoco nemico dal quale in seguito si è sviluppato lo straziante conflitto che sta sconvolgendo la Siria da ormai oltre due anni.  Pensate che il sistema politico siriano è talmente anti-democratico che prevede, dopo le elezioni, la designazione da parte della rappresentanza politica vittoriosa di un candidato premier, la cui elezione viene sottoposta a referendum popolare obbligatorio nel quale il candidato deve ottenere la maggioranza assoluta dei voti validi (in caso contrario il Parlamento indica un altro candidato): vicino a noi vi sono una stragrande maggioranza di Paesi dove i premier governano col 30% dello scarso 50% che si reca alle urne…

Permettetemi infine un ultimo appunto riguardante il movimento sciita libanese di Hezbollah che sta combattendo al fianco di Assad da diversi mesi:

Il movimento di Hezbollah collabora con il Partito Comunista Libanese sin dal 1982, collaborazione che in pochi anni è divenuta una vera e propria alleanza tra i due partiti che collaborano anche il parlamento quasi organicamente dal 1992.

Hezbollah si è sempre opposto all’imperialismo israeliano nella regione combattendo al fianco dei palestinesi con alla guida il compagno Hassan Nasrallah, già segretario della gioventù comunista libanese.

Hezbollah combatte in Siria per tre motivi:

Schierarsi a fianco di Assad significa combattere i fondamentalisti islamici che, sotto ordine dell’Occidente, stanno cercando di abbattere il governo siriano per soggiogare il Paese alle mire imperialiste Occidentali, oltre che sostenere un alleato che negli ultimi 30 anni ha aiutato molto la loro causa in Libano.

Hezbollah è perfettamente cosciente che, se dovesse cadere anche la Siria, si ritroverebbe da solo con l’Iran come forza antimperialista nella regione e che dunque non passerebbe molto tempo prima che vengano colpite anche queste due forze.

La caduta di Assad significherebbe quasi certamente un ritorno alla guerra civile in Libano. Tra le tre forze politico-religiose in Libano non corre buon sangue e, come l’attualità ha dimostrato, estremisti islamici sunniti hanno già compiuto alcuni attentati a Beirut in quanto la guerra in Siria si sta espandendo anche oltre confine.

Detto ciò definire Hezbollah un movimento imperialista, come qualcuno a sinistra recentemente ha fatto, mi sembra qualcosa di davvero inconcepibile e politicamente grave, perché significa prendere posizione senza conoscere la storia mediorientale degli ultimi 40 anni e capire le attuali situazioni geopolitiche internazionali.

Aiutare davvero il popolo siriano è una questione di fondamentale importanza, della quale anche le nostre autorità dovrebbero rendersi conto, favorendo un supporto umanitario efficace che permetta di accogliere nei Paesi limitrofi – come il libano – le grandi masse migranti che fuggono dal dramma della guerra civile. In questo senso invito tutti i compagni ad approvare la Risoluzione “Solidarietà internazionalista e anti-imperialista alla Repubblica Araba di Siria, al suo popolo e al suo legittimo governo nazionale” proposta dal comitato cantonale. Perché la Siria compagni, come sancito nella sua costituzione del 1973, è uno “Stato democratico, popolare, socialista e sovrano”.

 

Created by P-Live. Ticino Top - classifica blog e siti ticinesi