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No ai tagli alla scuola: docenti e studenti si mobilitino uniti! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 20 Ottobre 2012 02:51

Il Partito Comunista solidarizza con gli insegnanti una volta ancora penalizzati nel loro importante lavoro che non è di meccanica trasmissione di nozioni come vorrebbe la vulgata leghista, ma è soprattutto di ascolto, di assistenza e di educazione in senso estremamente vasto e sociale.

 

La decisione di iniziare, in alcune sedi scolastiche, un cosiddetto "sciopero dello zelo" rifiutando di organizzare le gite di studio e i colloqui coi genitori è però, tatticamente, un boomerang, in quanto divide e non unisce le componenti della scuola pubblica, cioè studenti, docenti e genitori. Si tratta di una linea sindacale destinata alla sconfitta perché sostanzialmente corporativa e indice di insicurezza nei propri mezzi, che il governo saprà sfruttare: occorre invece unire i sindacati dei docenti e i movimenti magistrali con il sindacato degli studenti e le assemblee sia studentesche sia dei genitori per costruire congiuntamente un vero sciopero della scuola, che paralizzi il settore, come quello che il 12 novembre 2003 riuscì a portare in piazza 6'000 persone.

 

E' chiaro invece che proporre forme di protesta "a metà" come quelle previste spacca il necessario fronte unito soprattutto con gli studenti, che comprensibilmente si sentono drammaticamente il bersaglio e non i partner di lotta dei loro insegnanti, quando invece è uniti che occorre agire contro un governo che mina la qualità della scuola pubblica e prepara le basi per una nuova offensiva delle scuole private. Nel contempo è una misura che l'opinione pubblica potrebbe fraintendere con conseguenze gravi dal lato sia dell'immagine sia della riuscita sindacale: senza coinvolgere infatti la società civile non è possibile avanzare in una più che legittima battaglia rivendicativa.

 


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