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Gianluca Bianchi lascia il partito PDF Stampa E-mail
Scritto da admin   
Domenica 25 Gennaio 2009 16:47

Gianluca Bianchi, segretario politico del Partito Comunista dal 2006, ha rassegnato oggi le dimissioni da ogni carica (comitato cantonale e segreteria). Gianluca Bianchi dopo 3 anni come segretario politico del Pc ha deciso di lasciare il partito dove é cresciuto politicamente negli ultimi 10 anni. Gianluca in questi 3 anni come segretario politico ha contribuito al rinnovo e alla crescita del partito, traghettando quello che era il Partito del Lavoro verso il cambio del nome in Partito Comunista. In questi 3 anni il partito é riuscito a raddoppiare la propria base elettorale anche grazie a questo tipo di lavoro e alla linea politica dal lui intrapresa.

Il partito andrà comunque avanti in questo tipo di lavoro cercando di crescere e sviluppare la propria presenza sul territorio mantendosi in prima linea in tutte le lotte importanti per la sinistra cercando di rimanere compatta anche in momenti e avvenimenti negativi come questi.

Prendendo atto delle sue dimissioni pubblichiamo, ci sembra corretto farlo in maniera integrale, il comunicato stampa inviato dall'ex segretario politico del Pc Gianluca Bianchi a tutti gli organi di stampa:

 

Gentili signore, egregi signori,

Alla luce della recente intervista di Renzo Tagliaferri apparsa sul Corriere del Ticino sabato 24 gennaio sono obbligato ad inviarvi alcuni chiarimenti.

Negli ultimi mesi all’interno del Partito Comunista (sezione ticinese del PSdL) sono stati vissuti momenti di tensione sfociate dalla preparazione di una mio documento congressuale che  proponeva la costruzione di un blocco sociale di sinistra radicale in Ticino che arginasse le derive populiste e liberiste della destra nel nostro paese. La riflessione nasceva alla vigilia della crisi finanziaria mondiale in un momento politico in cui lo sciopero alle officine di Bellinzona aveva infuso in tutti noi una forte speranza di cambiamento.Malgrado credessi profondamente in questo progetto ho deciso di accantonarlo, rinunciando perfino alla sua presentazione, di fronte agli enormi rischi di spaccatura che si prospettavano. È dunque con stupore e disorientamento che ho letto l’intervista di Renzo Tagliaferri che proponeva in grandi linee il progetto al quale ho dovuto rinunciare a causa proprio delle forti avversità sue e di altri compagni. Avversità che avevano maturato in Renzo Tagliaferri la decisione di presentare le proprie dimissioni, mai ritirate, da segretario organizzativo e da membro del comitato cantonale, .poi giustificate da ragioni personali.

Ritengo che con questa intervista si sia delegittimato il partito evitando di portare una proposta importante di fronte ai militanti per offrirla sull’altare della spettacolarizzazione della politica. Resto convinto della necessità di costruire un fronte comune della sinistra anticapitalista in Ticino, ma ritengo allo stesso modo che non sarà attraverso colpi di scena sui giornali o riunendo semplicemente apparati di partito che si potrà costruire una sinistra capace di incidere realmente sui fatti e sulla storia. Sarà dunque soltanto da una base non cristallizzata sulle divisioni passate e da una nuova generazione politica che non si porti appresso le macerie del passato che potrà nascere un nuovo progetto di sinistra anticapitalista. Sono convinto che oggi i comunisti abbiano il compito di mettersi in gioco per contribuire alla costruzione di un blocco popolare di resistenza che non abbia quale unico scopo quello di riunire qualche sigla per conquistare un seggio in parlamento ma che sappia costruire una società fondata finalmente sui diritti e non sui privilegi. Per fare questo è e sarà necessario avviare una discussione profonda sul nostro futuro e sul nostro passato.

Non posso nascondere che già negli scorsi mesi le discussioni avute all’interno del Partito avevano logorato parecchio l’entusiasmo che mi aveva permesso di contribuire per quasi dieci anni alla costruzione di un partito comunista capace di affrontare le sfide del nostro tempo. Di fronte  a questa ennesima provocazione,  alla completa mancanza di rispetto verso chi in questo progetto ha creduto e crede realmente e alla spettacolarizzazione fatta di questa proposta non posso che rinunciare ad appartenere a quello stesso partito per il quale negli anni ho lavorato con entusiasmo e passione parimenti alle mie cariche politiche nel partito quale membro del comitato cantonale e di segretario politico.


Distinti saluti,

Gianluca Bianchi

Le Reazioni

Comunicato stampa: Gioventu Comunista

Sui media:

Ticinonline.ch - Gianluca Bianchi lascia il Partito Comunista
Ticinonline.ch - Le reazioni del partito
Ticinonews.ch - Gerry Beretta-Piccoli lascia il Partito Comunista

 


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