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Un governo liberticida e anti-sindacale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 07 Dicembre 2011 00:23

Il Comitato Cantonale del Partito Comunista, riunitosi nella sua prima seduta dopo il 21° Congresso che lo ha rinnovato, apprende con forte preoccupazione la decisione del 29 novembre scorso del governo ticinese di vietare l'attività sindacale fra i dipendenti pubblici, impedendo così ai sindacalisti l'accesso agli stabili amministrativi dello Stato. Si tratta di una decisione anticostituzionale perché limita la libertà sindacale (già fortemente ridotta in Svizzera) e svilisce la funzione sociale del sindacato riconosciuta dalla legge. E' una prova generale - che condanniamo con forza - di repressione fascista contro i militanti sindacali, che peraltro già sta avvenendo in altri paesi europei colpiti dalla crisi economica.

I governi vogliono far pagare ai lavoratori ogni ristrutturazione, e questi dovrebbero subire senza né organizzarsi né reagire, come si è visto di recente durante la giornata d'azione nell'edilizia in Ticino, quando la Polizia è intervenuta a difendere i padroni contro gli operai in agitazione. Pensare di risolvere i conflitti sociali tramite misure repressive è semplicemente indegno di una società democratica!

Fa specie pensare come il tutto nasca  da un atto parlamentare anti-sindacale del deputato PPD Regazzi (che ha agito certamente in pieno spirito di fratellanza cristiana), subito approvato dal governo a maggioranza leghista. Il Partito Comunista deplora quindi l'alleanza tra Lega dei Ticinesi e PPD, due forze politiche che ancora una volta si dimostrano per il proprio carattere anti-sociale e imprenditoriale e invitano i lavoratori a rimanere compatti e uniti nonostante le minacce. Solidarizziamo infine con i sindacalisti, che, ne siamo certi, proseguiranno nel loro lavoro continuando ad affiancare i salariati a qualunque costo, proprietà privata o meno, repressione poliziesca o meno!

 

 


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