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Solidarietà agli operai edili in agitazione! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 30 Novembre 2011 21:08

Il Congresso del Partito Comunista riunitosi il 27 novembre 2011 dichiara la propria solidarietà alle agitazione operaie nell'edilizia ticinese del 2 dicembre 2011.

Operai edili, organizzatevi e lottate per i vostri diritti. L'associazione padronale del settore (SSIC) ha lanciato un duro attacco alle condizioni di lavoro dei muratori. Obiettivo di tale attacco: "flessibilità e regolamentazione moderna del mercato del lavoro", come a dire "preparatevi, la crisi ve la faremo pagare"!

Il CCL dell'edilizia è uno dei contratti collettivi nazionali più importanti, assicura ai lavoratori diritti materiali molto più elevati da quelli previsti dalla legge. Per i padroni bisogna rimettere i muratori "al loro posto" e togliere loro tutti i diritti duramente conquistati. Il Partito Comunista s'impegna al fianco degli operai edili e si mette a disposizione per sostenerli nelle loro lotte.

Da oltre quindici anni le condizioni di lavoro sui cantieri peggiorano pesantemente. L'approvazione degli accordi bilaterali con l'Ue, lo sviluppo dei sistemi di sub-appalto a catena, l'invasione delle agenzia di lavoro interinale, l'infiltrazione di gruppi para-mafiosi e la frammentazione dei contratti collettivi hanno avuto per effetto un forte aumento della concorrenza tra lavoratori e di conseguenza un forte dumping salariale.

I risultati sono : freno degli aumenti salariali, aumento dei ritmi di lavoro che diventano sempre più stressanti: i diritti sulla carta sono sempre meno rispettati.

Per opporsi a questa offensiva bisogna contrattaccare. Il Partito Comunista rivendica un solo il contratto collettivo per tutto il settore della costruzione edile. L'elettricista, l'idraulico, passando dal gessatore senza dimenticare i muratori, che più di tutti hanno lottato per i loro diritti negli ultimi anni devono unirsi tutti per un solo CCL.

 

Il Partito Comunista sostiene:

  • l'abolizione della pace del lavoro. I sindacati social-democratico e cattolico, firmando accordi di "pace del lavoro", continuano a togliere la principale arma di lotta ai lavoratori, ossia lo sciopero;
  • il divieto delle agenzia di lavoro interinale e del sub-appalto e questo con lo scopo di diminuire la precarietà sui posti di lavoro;
  • una protezione contro il licenziamento di tutti i lavoratori, in particolare dei delegati sindacali e i colleghi più anziani;
  • un salario minimo per tutte le professioni del cantiere di almeno 5'000 fr. e degli aumenti salariali del 10%, per contrastare l'aumento dei prezzi;
  • una settimana di lavoro di 35 ore per più tempo libero e riposo.

 

 


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