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"A pic e pala" i padroni schiavisti: caso Palace, una vergogna! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 11 Maggio 2011 16:57

 

Da tempo il Partito Comunista (PC) ritiene che all'interno del settore edile ci siano delle grosse irregolarità nel rispetto dei diritti degli operai. Lo avevamo già denunciato - con largo anticipo rispetto alle altre forze politiche - nello scorso mese di ottobre, in particolare rispetto al ritorno in voga sui cantieri ticinesi del lavoro a cottimo tramite ditte intermediarie procacciatrici di manodopera, insomma: il caporalato!

Quanto successo al cantiere del futuro centro culturale della città di Lugano (ex Palace), dove imprese operanti con la discutibile forma del subappalto, pagavano i propri dipendenti la ridicola cifra di 8 euro all'ora (al posto di 24 euro) è un fatto che quindi non ci stupisce e che purtroppo sta diventando la prassi fra un padronato sempre meno rispettoso delle leggi e sempre più indisposto a contrattare seriamente condizioni lavorative dignitose. Senza qui citare le pressioni che i lavoratori subiscono affinché non si sindacalizzino presso determinate organizzazioni.

Nel caso Palace chiediamo che oltre alla magistratura sia la stessa autorità politica ad agire creando le condizioni affinché quanto scoperto non abbia a ripetersi e imponendo misure atte a impedire che le aziende coinvolte in questi loschi affari di subappalto e caporalato possano continuare a lucrare grazie ad appalti pubblici. Se da un lato, ora, forse anche i sostenitori degli accordi bilaterali inizieranno a rendersi conto di quanto l'idealismo europeista stia danneggiando i lavoratori, dall'altro auspichiamo un aumento dei controlli sui cantieri e severe sanzioni contro questi schiavisti. Crediamo che per far questo la via migliore sia quella della mobilitazione diretta delle maestranze con azioni di lotta che costringano il padronato a più miti consigli.

 

 


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