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Referendum LStip: No a meritocrazia e lottizzazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 29 Giugno 2010 14:37

Gli attacchi ai salariati non finiscono e ora è il turno dei dipendenti dell'amministrazione cantonale. Va bene dire che far carriera alle dipendenze dello Stato non deve essere un diritto acquisito (vedi il discorso, fra gli altri, dei Verdi) e si può anche concordare sull'ipotesi di una riforma per evitare forme di burocratismo, a patto che i lavoratori e i loro sindacati ne siano gli artefici. La soluzione proposta dal governo non va invece in questa direzione, non risolve i problemi, semmai li acutizza: l'esecutivo è riuscito a battere a destra persino l'ex-ministro Marina Masoni, paladina del neo-liberismo in Ticino!

Il nuovo sistema meritocratico presentato è infatti alquanto soggettivo, mette il lavoratore in tutto e per tutto alla mercé del proprio capo e crea le basi per maggiori favoritismi che andranno a genio solo ai dipendenti che possono godere di amicizie negli alti ranghi (perché si sa come anche l'amministrazione pubblica sia "lottizzata" dai partiti storici e non nascondiamo che i "raccomandati" ci sono purtroppo anche in certa "sinistra").

Si colpiranno con buona probabilità i salariati più inclini a far valere le proprie ragioni e che non stanno zitti, ossia i sindacalizzati, i comunisti e i socialisti combattivi, chi antepone anche nell'amministrazione pubblica il buon senso e la solidarietà alle regole della razionalizzazione e del profitto.

Il Partito Comunista si oppone quindi fermamente a questa discriminazione fatta passare per "meritocrazia"  e sostiene le rivendicazioni dei sindacati e il lancio del referendum.

 

 


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